Il Sole 24 Ore – Econopoly: Il senso delle aziende per le soft skills e perché valorizzarle è vitale

Tradotto letteralmente sono tratti/abilità morbide. Che se già in inglese erano criptiche tradotte in italiano son ancora più enigmatiche. Il termine e il range è piuttosto ampio. Quindi ho pensato di focalizzarmi sullo scenario nella sua completezza e non discutere le singole skill, riportando infografiche che mappano le primarie nell’analisi. Ovviamente se esistono le soft ci saranno pure le hard skills.

hard-skills-vs-soft-skills-infographic

La grande differenza si può definire in questo modo. Le hard skillssono più verticali ad un azienda. Potremmo definirle tipiche di un settore industriale, sia che si tratti di meccanica o di IT. Di solito vengono acquisite tramite lezioni e formazione aziendale, e sono basate su conoscenze tecniche. Un esempio classico può essere la gestione finanziaria di un’azienda, la capacità di progettare un ponte, l’abilità di saper aggiustare un impianto petrolchimico. Con la premessa che ci sono sempre persone che, queste abilità, le acquisiscono naturalmente ( Leonardo da Vinci, per esempio), la maggioranza delle persone acquisisce questi tratti lavorativi in modo strutturato e lineare.

Le soft skills sono, per opposto, abilità o tratti già presenti nell’individuo, e, al massimo, possono essere affinati. Come detto in parte sono abilità naturali come la capacità di relazionarsi con le persone, la precisione etc… In parte si focalizzano valorizzandole sul lavoro (si suppone che un HR possa essere più empatico, per capire gli altri). Il vantaggio delle soft skills è che sono maggiormente esportabili da un’azienda ad un’altra e sono cumulabili.

Continua a leggere
2019-11-19T13:16:43+00:00